Dalla descrizione di ciò che vediamo alla costruzione di un possibile significato

INTRODUZIONE

La fotografia non è una semplice riproduzione oggettiva della realtà.
La fotografia è invece una costruzione comunicativa: il fotografo seleziona e organizza una parte del reale attraverso inquadratura, prospettiva, focale, luce, esposizione, contrasto e messa a fuoco, trasformando alcuni elementi in segni dotati di significato.
Organizza il disordine della realtà per costruire un messaggio, ma può anche introdurre elementi inattesi o violazioni delle regole per aumentare l’informazione e stimolare l’attenzione dello spettatore.
Anche lo spettatore ha un ruolo fondamentale: non riceve semplicemente un significato già pronto, ma interpreta l’immagine attraverso le proprie conoscenze, aspettative e codici culturali. Può quindi attribuire alla fotografia significati che non coincidevano necessariamente con quelli pensati dall’autore.
Il linguaggio fotografico è definito diversamente dal linguaggio verbale, non possiede regole sempre univoche e facilmente identificabili. Per questo una stessa immagine può produrre interpretazioni differenti.
Una lettura semiologica consiste nell’analizzare una fotografia come un sistema di segni, cercando di capire come gli elementi dell’immagine producono significato.
Non mi limito a chiedermi “che cosa vedo?”, ma cerco di capire “come questa immagine comunica e che cosa significa”.
Considero sia ciò che è rappresentato, sia le scelte del fotografo (inquadratura, luce, composizione, ecc.) e il modo in cui posso interpretare l’immagine.
Quindi la fotografia non comunica soltanto ciò che rappresenta, ma anche il modo in cui ciò che rappresenta è stato scelto, organizzato e interpretato.
In parole semplici: La lettura di una fotografia non si esaurisce e non può esaurirsi nella sola descrizione di ciò che appare.

LETTURA SEMIOLOGICA

Partiamo dall’ipotesi di osservare una fotografia tecnicamente corretta (esposizione, messa a fuoco, composizione, ecc.). Quando osserviamo una fotografia utilizziamo, a volte anche inconsciamente, tre livelli di lettura:

1. DENOTATIVO Che cosa vedo?
2. CONNOTATIVO Che cosa mi comunica?
3. INTERPRETATIVO Che cosa significa?

VEDO → PERCEPISCO → INTERPRETO

È una lettura progressiva: ogni livello parte da quello precedente e aggiunge un ulteriore grado di elaborazione.

1. LIVELLO DENOTATIVO

«Che cosa vedo? Che cosa c’è nella fotografia?»
È la lettura descrittiva e oggettiva. Registriamo ciò che è concretamente presente nell’immagine, cercando di non attribuirgli significati ulteriori. Saranno questi elementi a permettere le valutazioni successive.
→ Osservo / deduco
Nell’esempio della fotografia della bicicletta:
• Vedo una bicicletta rossa parcheggiata da sola in una piazzola.
• La bicicletta rossa è del tipo utilizzato per il bike sharing.
• La luce è diffusa e non sono evidenti ombre nette: è una giornata nuvolosa.
• Vedo alberi e vegetazione. Molte foglie sugli alberi sono gialle e marroni e alcune sonocadute a terra: siamo in autunno.
• Ci sono panchine, lampioni e siepi curate: siamo in un parco cittadino pubblico.

2. LIVELLO CONNOTATIVO

«Che cosa mi comunica ciò che vedo?»
Gli elementi fotografici non vengono più considerati soltanto per ciò che sono, ma per ciò che evocano in noi.
→ Percepisco / associo
Associamo agli elementi della fotografia sensazioni, atmosfere, emozioni e significati immediati.
Per esempio: la bicicletta è sola, la strada è vuota e i colori autunnali creano un’atmosfera silenziosa e raccolta.
Da qui posso percepire:
• solitudine
• tranquillità
• attesa
• libertà
• nostalgia
Attenzione: è importante distinguere la connotazione dalla semplice emozione personale. La lettura dovrebbe essere motivata dagli elementi presenti nell’immagine.

3. LIVELLO INTERPRETATIVO (ERMENEUTICO)

«Che cosa può significare questa fotografia nel suo insieme, oltre ciò che mostra?»
Facciamo un ulteriore passo: non interpretiamo più il singolo elemento, ma costruiamo un’ipotesi sul significato complessivo dell’immagine.
«Perché questa bicicletta è rappresentata proprio così, in questo ambiente, in questo momento? Che cosa può raccontare questa fotografia?»
→ Interpreto / costruisco un significato
Mettiamo in relazione gli elementi presenti nell’immagine, le sensazioni che abbiamo individuato e le nostre conoscenze del contesto, per capire quale idea, messaggio, tema o visione della realtà la fotografia possa esprimere.
La fotografia della bicicletta, per esempio, non è soltanto una bicicletta parcheggiata in un parco che comunica solitudine o libertà. L’interpretazione può svilupparsi in diverse direzioni:
1. Interpretazione simbolica
La bicicletta può diventare simbolo di movimento, libertà, autonomia o ricerca di un ritmo di vita diverso.
2. Interpretazione culturale e sociale
La bicicletta può richiamare, per esempio, il tema della mobilità sostenibile, del rapporto con l’ambiente, della riduzione della dipendenza dall’automobile o della ricerca di stili di vita differenti.
3. Interpretazione personale ed esistenziale
Una bicicletta ferma, sola, all’interno di uno spazio vuoto potrebbe essere interpretata, per esempio, come una rappresentazione della pausa, dell’attesa, della solitudine o del bisogno di fermarsi.
Queste non sono caratteristiche contenute oggettivamente nella fotografia: sono ipotesi interpretative che devono essere sostenute dagli elementi presenti nell’immagine.
Di conseguenza, una fotografia può avere una forte dimensione simbolica ma poca rilevanza culturale, oppure provocare una forte risposta emozionale senza contenere un simbolismo particolarmente evidente.

4. CONCLUSIONE

Non esiste necessariamente una sola interpretazione corretta. Tuttavia, più ci allontaniamo dal livello denotativo, più diventa importante dimostrare da quali elementi della fotografia nasce la nostra interpretazione.
Riprendendo l’esempio della bicicletta, partiamo da una fotografia apparentemente semplice e, passando da un livello all’altro, aumenta progressivamente la quantità di significato che possiamo attribuire all’immagine.

LA STESSA FOTOGRAFIA NON CAMBIA, CAMBIA IL MODO IN CUI LA OSSERVIAMO


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